Scontrincontri è un progetto culturale mirato a promuovere la inclusione sociale dei cittadini stranieri attraverso attività creative e culturalmente strutturate. La questione dell'immigrazione è spesso vissuta in termini di emergenza, problema, questione di ordine pubblico e anche se di tanto in tanto si accenna agli immigrati come risorsa è difficile che si guardi a loro come risorsa intellettuale e culturale: il più delle volte "risorsa" è disponibilità di braccia e a svolgere mansioni che gli italiani rifiutano perché pericolose o pesanti.

   
D’altra parte, è importante che i cittadini stranieri siano disponibili a “raccontarsi”, a fare conoscere chi sono, da dove vengono e quali obiettivi desiderano conseguire; la conoscenza è la strada più certa per prevenire la xenofobia, promuovere la comprensione ed avviare un processo di scambi nelle abitudini che sono indispensabile base per la convivenza e soprattutto la costruzione di una società multiculturale.
Questo progetto ha lo scopo di promuovere una dialettica della comprensione per ”smontare” l’etnocentrismo che distingue le società ospitanti e trasformare i cittadini stranieri da “ospiti” in cittadini a pieno titolo.
   
La realizzazione di questo programma è reso possibile grazie alla disponibilità degli insegnanti.
Il progetto Scontrincontri si realizza con una serie di incontri di cittadini stranieri, anche rifugiati con classi delle scuole di Matera e con la realizzazione e presentazione dei libri multi lingue realizzati dall’associazione, con il contributo dei migranti, per finanziare i propri progetti.
   
Le iniziative progettate sono rivolte agli studenti, dalle elementari alle scuole superiori.
La sfida è di capovolgere l’idea dei popoli “altri”, da straccioni e clandestini a portatori di culture strutturate e capaci di comunicare emozioni e suscitare empatia; in questa sfida sono chiamati a collaborare professionisti affermati nei propri ambiti e soprattutto disponibili e capaci a mettersi in gioco e ad ascoltare le storie, le ragioni e le voci degli altri.
I risultati attesi da questo progetto sono in parte conseguiti nell’immediato, in parte lo saranno a lungo termine, nel difficile processo di meticciamento: proprio quando le culture riescono a scambiarsi senza problemi, viene favorito il mantenimento delle identità e delle tradizioni.
 
Sempre per promuovere la socializzazione Tolbà organizza feste presso la propria sede, aiuta la piccola comunità di curdi presenti a Matera a organizzare ogni anno la festa del e incontri pubblici sul tema delle migrazioni, favorendo e incoraggiando la presenza degli stranieri e dei loro figli.
 

CIAO A TUTTO IL MONDO
Di fronte allo straniero, ma anche del “diverso” in generale, (disabili, omosessuali, tossicodipendenti, senza dimora, ecc.) le società ricche tendono ad attivare meccanismi di rimozione e indifferenza. Se è criticabile questo atteggiamento, è anche vero che spesso lo “straniero” non parla di sé. Questa serie d’incontri tende a promuovere, da parte dei giovani studenti, un approccio d’ascolto e comprensione e suggerire che vivere in una società di diritto porta al riconoscimento del diritto ad esistere di tutte le persone che vivono in quel Paese. S’intende con ciò avviare una riflessione che nasca dal dialogo, anche dallo scontro, con le molteplici componenti culturali che animano le società, sempre più variegate e colorate. Non si tratta più di “tollerare” i diversi, ma di trovare modalità di convivenza costruttive; si tratta d’imparare a decomporre i luoghi comuni che i mass media c’impongono.

   
E’ importante che associazioni come Tolbà e la scuola sappiano di esistere vicendevolmente, scambiandosi esperienze, dubbi, metodi per rendere effettiva l’affermazione che “i diversi sono una risorsa” e soprattutto imparare ad essere soggetti attivi nella società

La presenza negli incontri proposti di stranieri residenti in Italia, sta proprio a significare che vogliamo imparare ad ascoltare e conoscere le diverse esistenze che vivono nel nostro territorio. Affinché possano diventare un supporto per lo svolgimento delle attività curriculari, gli incontri sono realizzati in stretta collaborazione con gli insegnanti degli studenti partecipanti al programma proposto. Prima dell’inizio degli incontri verrà sottoposto un questionario per sondare come i giovani percepiscono gli stranieri:
• Pregiudizi
• Concezione della diversità
• Grado di empatia
• Carattere dei reali contatti
Alla chiusura del ciclo di incontri verrà sottoposto un altro questionario per verificare l’impatto delle attività svolte e metterle a confronto con le risposte del primo questionario; questo materiale opportunamente valutato sarà oggetto di una pubblicazione.
Gli incontri avverranno con cadenza settimanale con due terze classi e saranno suddivisi nelle seguenti fasi:
1. una prima parte riservata alla presentazione dello straniero;
2. una seconda parte riservata al racconto;
3. la terza parte riservata alle domande da parte dell’uditorio.
Per dare un adeguato contesto alla rassegna, gli incontri si svolgeranno nel seguente modo:
1. Presentazione dell’associazione Tolbà; presentazione dei libri multilingue. Parlerà Fausta Matera, Presidente di Tolbà.
2. Presentazione della metodologia dell’ascolto, con l’antropologa Dorothy Louise Zinn.
3. Incontro con gli stranieri
4. Verifica degli esiti con l’antropologa Dorothy Louise Zinn.
5. Festa conclusiva.
Per quanto riguarda il punto 5, va precisato che spesso musica, cucina e balli vengono usati in modo folcloristico per avvicinare al mondo degli stranieri, e tendono ad esaltare un aspetto importante, ma non unico, della complessità di esodi spesso dolorosi e comunque non privi di difficoltà; per questo ci sembra opportuno collocare questo aspetto del progetto alla fine, quando, si spera, si sia già avviato un processo di dialogo e d’ascolto, intendendolo come punto di “arrivo” e non di “partenza”.


LA STORIA DEI MILLE GIURAMENTI

Si tratta di un progetto drammaturgico ispirato al racconto della fuga e del naufragio di un albanese, nel ’90 e dalle semplici e pur struggenti poesie di Marsida Shyti, una piccola profuga, anch’essa albanese. L’opera è stata scritta e diretta da Massimo Lanzetta e realizzata dagli attori e dai tecnici del “Teatro dei Sassi” di Matera; la grande tenda in cui si svolge lo spettacolo è stata realizzata dagli ospiti in riabilitazione dalla tossicodipendenza della “Casa dei giovani” di Matera.
E’ la storia di Marsida, profuga e donna apparentemente senza Patria che ha attraversato mari e frontiere ed ha occupato e lavorato terre non sue per vivere. Marsida è sola e spaesata ma non disperata perché porta dentro di sé non solo la sua storia recente di dolore e di povertà ma anche, forte e incancellabile, la sua storia antica che il mare burrascoso non è riuscito ad inghiottire. Le storie antiche nell’animo di Marsida sono le fiabe, le storie semplici e magiche della sua Terra. Sono storie di mille giuramenti, di speranze mai perdute, di desideri mai esauditi e sono proprio quei desideri e quelle speranze che tengono da sempre unito il popolo albanese, da cinquecento anni scacciato e invaso, combattuto e massacrato dagli assedi dei turchi e dal destino dell’emigrazione. La drammaturgia intreccia in un clima onirico e fantastico la storia della fuga su una zattera rudimentale con altri cento disperati con le fiabe della tradizione arbresh di favole di fate e di folletti. La voce narrante nello spettacolo è di un albanese e la poesia che chiude la rappresentazione scritta, è recitata da una piccola albanese. Lo spettacolo è destinato ad un pubblico di bambini, adolescenti ma anche di adulti che vengono accompagnati a rivisitare, in una luce di grande dignità, il popolo albanese che, più di qualsiasi altro popolo di immigrati, è disprezzato e bistrattato.