“La valigia dei ventagli. Percorsi creativi per la conoscenza delle mutilazioni genitali femminili”,

finanziato per iniziative finalizzate alla promozione delle politiche a favore delle pari opportunità di genere e dei diritti delle persone e delle pari opportunità per tutti del Dipartimento Pari opportunità del Consiglio dei Ministri.

Il progetto è realizzato in collaborazione della Consigliera di Parità della Provincia di Matera, della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università della Basilicata, del Liceo Artistico Statale “Carlo Levi”, dell’Istituto Magistrale “Tommaso Stigliani”, la Soprintendenza PSAE e  il Centro Danza diretto da Mary D’Alessio.

Il progetto è stato presentato ufficialmente presso la Sala Giunta della Provincia di Matera il giorno 22 giugno.

“La valigia dei ventagli. Percorsi creativi per la conoscenza delle mutilazioni genitali femminili”,concepito per favorire la parità di comportamento nelle questioni di genere e dei diritti delle persone, si propone di fare conoscere le MGF, con l’obiettivo di prevenirle,  migliorarne la conoscenza e metterle in rapporto alla cultura della società ospitante.

Si parte dal racconto “la valigia dei ventagli”, scritto da Grazia Cormio sulla scorta dell’esperienza di molti anni con le donne immigrate, che racconta 12 storie di donne che in vari modi sono entrate in contatto, più o meno traumatico, con le MGF. Le storie sono scritte su ventagli, custoditi in una valigia, da una donna che è immigrata proprio per sfuggire, nel suo Paese, a questa pratica a danno della figlia, che deve nascere. La donna si è battuta per anni contro le MGF lavorando in un “Centro” dove sono accolte le vittime e raccogliendone le storie. Lasciando l’Italia, per tornare in Africa a continuare la sua battaglia, consegna a sua figlia ormai adulta, una valigia contenente il patrimonio di storie raccolte e lanciandole la celata richiesta di continuare il lavoro di sensibilizzazione e conoscenza contro una tradizione che anche a molti immigrati non piace.

“Le storie dei ventagli” vengono presentate ad un gruppo di donne italiane e immigrate di varia provenienza sociale, per costruire insieme uno spettacolo di PAROLE, DANZA e MUSICA. Questo lavoro di dialogo e di scambio diventerà un cortometraggio e scaturirà anche dal coinvolgimento di due scuole superiori della città.

Il giorno 11 settembre è stato tenuto il primo incontro operativo presso il Centro interculturale “Le cicale” di Tolbà.

Il giorno 24 settembre 2012  si è tenuto il primo laboratorio di lettura delle storie presso il Liceo artistico e il giorno 16 ottobre presso l’Istituto Magistrale.

Il giorno 5 novembre, presso il Liceo Artistico Statale la illustratrice Vittoria Facchini ha tenuto un laboratorio creativo per la costruzione dei “ventagli” che verranno utilizzati nella performance finale.

Il giorno 15 novembre, presso la sede del Centro interculturale “Le cicale” di Tolbà si è tenuto l’incontro fra le donne che saranno protagoniste dell’Evento finale.

Nelle prossime settimane avranno luogo gli incontri di “lettura” con Rita Montinaro e le prime “prove” presso il Centro Danza diretto da Mary D’Alessio.

Entro la fine di febbraio 2013 verrà organizzato l’evento finale previsto dal progetto.


 

L’impegno di Tolbà nel contrasto alle Mutilazioni Genitali Femminili

La vicinanza con donne provenienti da Paesi dove la pratica delle MGF è diffusa, ha messo da anni in evidenza la necessità di occuparsi di questo tema e di individuare  migliori modalità per aprire un dialogo, difficile da attuare, in quanto riferito ad una questione “tabù”.

In questa ottica Tolbà ha affrontato il tema delle MGF nel 2006 con la pubblicazione del libro plurilingue di Nicoletta Torre “Domani arriverà mia nonna”, che può essere utilizzato per aprire un dialogo con i migranti e privilegia proprio l’idea di discutere e di scambiarsi impressioni e convinzioni. Il racconto è tradotto in svedese, francese, tedesco e spagnolo e contiene informazioni sulle MGF tradotte nelle stesse lingue.

Nel 2010/11 è stato  realizzato “Stop alle MGF! Conoscere, informare, prevenire”, finanziato, come progetto innovativo a favore dei migranti, dalla Regione Basilicata. Ne è scaturita la redazione di un’ indagine conoscitiva sul fenomeno delle MGF, con interviste a circa 50 operatori della Sanità e del Sociale curate da Brunella Loiudice. E’ stato realizzato anche un Vademecum informativo plurilingue (italiano, francese, inglese, arabo e tigrino) sulle conseguenze di tale pratica e sul testo integrale della legge italiana che tutela le vittime delle MGF. Sono stati realizzati due seminari informativi a Matera e a Potenza per presentare, a conclusione del progetto, i dati raccolti a seguito dell’indagine svolta per sensibilizzare e informare sulle MGF.

Tolbà ha aderito nel 2011 alla campagna internazionale “End FGM: petali di rosa” promossa da Amnesty International Irlanda e in Italia da Aidos, raccogliendo a Matera oltre 900 firme a contrasto di tale pratica.

Proprio nella realizzazione di tale percorso gli operatori di Tolbà hanno riscontrato e verificato l’importanza della presenza di persone portatrici di “altre” culture, come occasione non solo per conoscere ma anche per mettere in discussione le certezze della cultura “occidentale” e riflettere non solo sugli altri quanto su “noi” stessi.

Partendo dalla concretezza dei Diritti Umani, bisogna cercare di riguardare e riconoscere anche la propria cultura che, spesso, nella tradizione non troppo lontana, contiene molte pratiche che possono essere paragonate alle MGF e violano i diritti di genere.

Capita che le comunità di “accoglienza” più che indagare la conoscenza della cultura di provenienza dei migranti, tendono ad omologare i comportamenti, bollando come “selvagge” le tradizioni contrarie alla propria etica e cultura, il che rende necessario adottare modalità di dialogo, piuttosto che di “proibizione” per non “alzare” muri culturali che allontanano i migranti e spesso li portano a comportamenti di estremismo che altrimenti non ci sarebbero.

Nella pratica delle MGF esiste questo rischio in quanto si tratta di pratiche che mortificano la dignità delle donne, ancor di più perché minorenni e inconsapevoli. Va recepita l’indicazione della legge n. 7 del 2006  sulla prevenzione e bisogna cercare di attuare il cambiamento dal basso, con la sensibilizzazione delle donne e degli uomini immigrati e non.  


Il libro La valigia dei ventagli il video dello spettacolo foto seminario conclusivo del progetto “La valigia dei ventagli"