Maya all'epoca della guerra in Bosnia era una bambina di sette anni, scappata da Mostar con la zia e due sorelline gemelle di quattro anni. Non avevano notizie dei loro genitori, nè i loro genitori di loro e come loro c'erano centinaia di persone. Decidemmo di organizzare dei "viaggi" dall'Italia a Mostar e ritorno, per trasportare pacchi e video messaggi che consentissero alle famiglie che si erano divise di ritrovarsi; potemmo fare quest'azione di "portalettere" grazie alla disponibilità di una radio di Mostar. In Italia si raccoglievano pacchi e video messaggi nei campi di accoglienza; al nostro arrivo la radio trasmetteva i nomi delle persone che dovevano ritirare il messaggio o il pacco che veniva così recapitato. Per il ritorno si consegnavano le risposte. Furono fatti tre viaggi, finanziati con la vendita di cartoline disegnate da Vittoria Facchini e con donazioni di privati che consentirono anche l'acquisto di un furgone che fu donato al servizio farmaceutico di Mostar per la distribuzione dei farmaci nei villaggi isolati.