G. P. – La balena solitaria

In un oceano, in fondo al mare, viveva una balena solitaria. Aveva una coda gigantesca con due pinne smisurate, aveva una bocca così grande che poteva inghiottire più di mille pesci e aveva due pinne dorsali molto grandi. La balena era solitaria, perché tutti i pesci che incontrava scappavano come il vento per la paura. Un giorno la balena uscì e nuotava lontano dal suo habitat; nuotava e nuotava fin quando non si stancò. Ad un certo punto si accorse che si era allontanata troppo da casa sua e cercò di trovare la strada di casa, ma capì di essersi persa. Disperata cadde sul fondo del mare. Lei piangeva come non aveva mai pianto in vita sua. Ad un certo punto si sentì un rumore. La balena, curiosa, andò a vedere e vide due cancelli aperti dove c’era un paesaggio meraviglioso: c’erano tante piante acquatiche, tanti pesci grandi come lei, l’acqua era cristallina e di un celeste splebndente che illuminava tutto l’ambiente. Lei però si ricordò che aveva perso la sua casa e si addormentò sul fondo del mare. La mattina seguente il sole illuminò la strada di casa e contenta tornò al suo habitat. La balena tutte le sere pensava a quel posto meravigloso che aveva visto allora. Un giorno volle uscire per andare a vedere quel posto con tanti pesci grandi. Arrivata lì, entrò dentro al cancello e a un certo punto, un pesce con due occhioni celesti, le disse: «Benvenuta! Come ti chiami?», «Io mi chiamo Mina, e tu?», «Jack» rispose il pesciolino. Mina entrò e vide: squali, tartarughe, orche e calamari giganti. Ad un certo punto incontrò un bellissimo balenotto e subito se ne innamorò. Decisero di sposarsi e dopo un po’ di tempo nacquero tre figli: due maschi e una femmina che erano bellissimi e per molti anni vissero felici in quell’oceano immenso.