Gruppo 3 – La storia di un marinaio

In una fattoria vicina ad una prateria, viveva un bambino con il fratello minore e sua mamma. Lui si chiamava Abel, il fratello Arthur e la mamma Bechi. Era una famiglia molto affiatata, ma anche molto povera. Loro allevavano pecore, galline, cavalli e così si mantenevano. Non avevano una casa molto grande, infatti la mamma era costretta a dormire sul divano, per far stare comodi Abel e Arthur. Un giorno Abel decise di andare al porto per fare una passeggiata. Mentre guardava il mare azzurro e calmo vide dei marinai che si preparavano a partire: decise che da grande avrebbe fatto il mainaio. Quando tornò a casa lo disse alla mamma, ma lei non era d’accordo, perché sapeva che molti marinai che si erano imbarcati, erano morti durante una tempesta. Arthur pensava che non era giusto non far fare il marinaio ad Abel e disse che si sarebbe occupato lui della fattoria. La mamma gli spiegò che lei non voleva perché sapeva che andava incontro a molti pericoli. Abel a quella risposta si arrabbiò e scappò nella grande prateria e si mise a piangere. Lì incontrò una bellissima fanciulla di nome Georgie e se ne innamorò al primo sguardo; anche lei se ne innamorò e iniziarono a parlare. Dopo qualche anno Abel e Georgie erano ormai grandi e si fidanzarono. La mamma Bechi pensava che Abel essendosi fidanzato con Georgie si sarebbe scordato di fare il marinaio, ma non era affatto così per Abel. Abel ormai aveva diciassette anni e poteva fare benissimo il marinaio. Allora lo richiese alla mamma la quale decise di dirgli di sì. Abel tutto contento andò a dirlo a Georgie che da un lato era felice e dall’altro triste. Felice perché era contenta che Abel fosse felice, triste perché non voleva che Abel se ne andasse. Anche per Abel fu dura lasciare la famiglia e Georgie, ma era felicissimo perché la mamma gli aveva permesso di fare il marinaio. Dopo qualche giorno Abel partì e fu un dolore per tutti, ma loro sapevano che era per la felicità di Abel. Un giorno Abel sentì una strana sensazione e poco dopo, la nave andò a sbattere contro uno scoglio e affondò. Abel riuscì a non andare a finire sotto il veliero che venne trasportato dalla cascata. Abel però non riusciva a tornare in superficie. Allora l’elicottero che sorvegliava la nave non vedendo risalire nessuno, chiamò le famiglie dei giovani marinai. Quando chiamò a casa Buttman, dalla nonna, il fratello di Abel, appresa la notizia, la disse a Georgie che si disperò. Abel non riusciva più a respirare sott’acqua. Ad un certo punto vide una conchiglia gigantesca che gli disse di far finta di svenire così si sarebbe salvato. Abel voleva rispondere, ma non poteva e fece finta di svenire. Dei delfini lo portarono a galla vicino alla spiaggia. Abel si svegliò, vide un granchietto vicino a lui e volle capire chi l’aveva salvato. In quel momento vennero a galla i due delfini, allora capì che erano stati loro e li salutò. Quando tornò a casa, la mamma, il fratello e Georgie furono felicissimi. Abel diede ragione alla mamma e non partì più. Dopo qualche anno Georgie e Abel si sposarono e Arthur si fidanzò e vissero tutti felici e contenti.