P.N.A.

Il Programma Nazionale Asilo P.N.A.

ll Ministero dell’Interno insieme all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e
all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), ha avviato il “Programma Nazionale Asilo”
P.N.A. rivolto a richiedenti asilo,
rifugiati e persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Il P.N.A. offre
Accoglienza;
Sostegno all’integrazione socio-economica;
Orientamento e assistenza al rimpatrio volontario e al reinserimento nel paese d’origine.
Gli operatori dei centri P.N.A. sono a tua disposizione
per affrontare i problemi che incontrerai in Italia
come richiedente asilo. Se vuoi maggiori informazioni
o se hai bisogno di assistenza rivolgiti ad uno dei centri P.N.A.
Qui troverai la cartina per vedere qual’è il centro P.N.A. più vicino e i numeri di
telefono e gli indirizzi per contattarlo.
PROCEDURA PER LA RICHIESTA D’ASILO
LA DOMANDA D’ASILO
Puoi fare domanda d’asilo in Italia …
… se nel tuo Paese temi che la tua vita sia in pericolo, se temi di essere
perseguitato o se i tuoi diritti sono gravemente violati per motivi politici, di razza, di religione e di
nazionalità oppure perché appartieni ad un particolare gruppo sociale.

DOVE
Al momento dell’arrivo in Italia: alla Polizia di frontiera.
Se sei già arrivato in Italia: alla Questura – Ufficio Immigrazione del luogo
in cui ti trovi.
Se hai bisogno di informazioni o assistenza,
puoi rivolgerti ad uno dei centri del P.N.A.

COME
Devi dire subito alla Polizia di frontiera o alla Questura che vuoi chiedere asilo.
In alcune Questure, ti viene dato:
un modulo prestampato, in cui devi raccontare in modo dettagliato e preciso la tua storia e i
motivi per i quali non puoi o non vuoi tornare nel tuo Paese. Indica con precisione le date, i fatti e
tutti gli elementi che ritieni importanti;
un foglio (che si chiama Foglio notizie) in cui devi indicare, con esattezza, il tuo nome e cognome,
la data di nascita e la tua nazionalità.
In alcune Questure, il modulo e il foglio notizie non sono disponibili.
In questo caso, puoi usare un normale foglio di carta.
In tutti e due i casi, dopo aver scritto la tua storia e i tuoi dati devi riconsegnare i fogli al funzionario
della Questura o della Polizia.

HAI DOCUMENTI D’IDENTITÀ O IL PASSAPORTO?
SI
Se hai dei documenti d’identità, presentali alla Polizia.
Se hai il Passaporto, la Polizia te lo ritirerà e ti consegnerà una copia
dello stesso con il timbro Asilo Politico oppure un foglio che ti serve
come ricevuta da parte del Ministero dell’Interno.
NO
Se non hai dei documenti d’identità oppure hai dei documenti falsi,
questo non ti impedisce di presentare la tua domanda di asilo.
Se hai documenti falsi, dichiaralo subito alla Polizia per dimostrare la
tua buona fede.
Se hai documenti d’identità, è nel tuo interesse consegnarli alla Polizia.

IMPORTANTE – CONSIGLIO GENERALE
Cerca sempre di avere e tenere con te una copia di tutti i tuoi documenti
e delle domande che presenti alla Questura, alla Polizia, alla Prefettura, ecc.

CHE COSA TI DARÀ LA QUESTURA E/O LA POLIZIA
Ti verrà dato un foglio intestato della Questura, chiamato “Invito”, sul quale è scritto il giorno in cui
devi andare di nuovo alla Questura (l’indirizzo è riportato sull’invito stesso), per fare il
fotosegnalamento e la verbalizzazione della domanda d’asilo (vedi il paragrafo successivo) e la
richiesta di un permesso di soggiorno.
Può capitare che, al posto dell’invito, la Questura ti rilasci una striscia di carta, chiamata
“Cedolino”, con indicata la data e l’indirizzo dove presentarti.
Appuntamento in questura
FOTOSEGNALAMENTO
VERBALIZZAZIONE
RICHIESTA DI AUDIZIONE
RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO ED EVENTUALE
RICHIESTA DEL CONTRIBUTO DI PRIMA ASSISTENZA

DOVE e QUANDO
Il giorno indicato sull’invito / cedolino, devi andare in Questura.
Questo giorno è molto importante: non mancare all’appuntamento.
Che cosa farai in questo giorno:
1. il fotosegnalamento
2. la verbalizzazione
3. la richiesta di audizione di fronte alla Commissione centrale
per il riconoscimento dello status di rifugiato
4. la richiesta di un permesso di soggiorno
Nello stesso giorno, puoi anche fare la richiesta del contributo di prima
assistenza (vedi paragrafo “Contributo di prima assistenza”).

ATTENZIONE!
Ci sono alcune Questure in cui queste cose non vengono fatte
in un solo giorno, ma in giorni diversi.

1. IL FOTOSEGNALAMENTO
La Polizia ti prende le impronte digitali. In alcune città (come Roma e Milano), ricordati di portare
con te 8 fotografie formato tessera (4 cm X 4 cm), tutte uguali e recenti (puoi trovare macchinette
automatiche per farti le fotografie, in genere, nelle stazioni ferroviarie – pagando 2,6 e – oppure
puoi andare da un fotografo ma ti può costare un po’ di più).
In altre città è la Polizia stessa che ti fa le foto.
2. LA VERBALIZZAZIONE
La Polizia ti farà un’intervista: le risposte che darai saranno scritte (verbale).
Questo verbale viene mandato alla Commissione centrale per il riconoscimento dello status di
rifugiato, unico organo in Italia che decide sulla tua domanda (vedi paragrafo “Audizione davanti
alla Commissione centrale”).
Durante l’intervista ti faranno domande:
sulla tua identità, sulla tua famiglia, sui motivi che ti hanno costretto a
fuggire dal tuo Paese (verbale “Convenzione Ginevra”);
sul viaggio che hai fatto per arrivare in Italia (verbale “Convenzione Dublino”).
Tutte le informazioni che ti riguardano sono riservate e non possono, per
nessun motivo, essere date, trasmesse o comunicate alle autorità del tuo Paese d’origine.

ATTENZIONE!
E’ molto importante dare sempre risposte precise.
Può essere utile scrivere (nella tua lingua) e portare all’appuntamento in Questura dei fogli con
la tua storia, dove descrivi in modo dettagliato perché sei scappato e perché hai fatto
domanda d’asilo. Questo foglio sarà aggiunto al verbale e inviato alla Commissione Centrale.
Se hai dei documenti o delle prove che possono dimostrare i fatti che hai raccontato, è
importante che ne consegni una copia alla Polizia.
Ricorda di conservare sempre gli originali di tutti i documenti che consegni.
Per la compilazione dei moduli e per tutte le interviste, sei libero di scrivere e di parlare nella tua
lingua.
Importante
Se hai grandi difficoltà a capire e a farti capire, puoi chiedere la
presenza di un interprete o di un mediatore che parla la tua lingua.
Ci sono alcune Questure dove puoi avere questo aiuto.

3. LA RICHIESTA DI AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE CENTRALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLO
STATUS DI RIFUGIATO
importante
Quando fai la verbalizzazione ricordati di chiedere di essere sentito
personalmente (“audizione”) dalla Commissione Centrale
per il riconoscimento dello status di rifugiato. Se non lo chiedi
questo può rendere difficile il tuo eventuale riconoscimento
dello status di rifugiato e allungare molto i tempi dell’esame.
Inoltre, durante la verbalizzazione, indica la lingua nella quale vuoi parlare in Commissione per
raccontare la tua storia.

4. LA RICHIESTA DI UN PERMESSO DI SOGGIORNO
In Questura, devi riempire un modulo per richiedere il rilascio di un
permesso di soggiorno.
Per fare questo, devi indicare un domicilio, cioè l’indirizzo della casa o del
centro di accoglienza dove abiti, oppure presentare una lettera di ospitalità.
La lettera di ospitalità ti può essere rilasciata sia da un centro di accoglienza, che da una singola
persona (se sei alloggiato da amici, parenti ecc.).
Dopo il fotosegnalamento (1), la verbalizzazione (2) e la richiesta del
permesso (3) la Polizia, in genere, ti rilascia il permesso di soggiorno. Talvolta, però, il permesso di
soggiorno non è pronto immediatamente, specie nelle Questure delle città di più grandi
dimensioni. Ti verrà allora rilasciata, come ricevuta della verbalizzazione, una nuova striscia di carta
(chiamata ancora cedolino), con attaccata una tua fotografia.
Questa ricevuta di verbalizzazione, o cedolino, è il documento che ti autorizza a stare legalmente
in Italia in attesa del rilascio del permesso di
soggiorno. Conservala con cura.
Sul cedolino che la Polizia ti rilascia c’è scritta una data.
Nel giorno indicato è fondamentale che tu vada in Questura per ritirare il tuo permesso di
soggiorno – se sarà pronto – oppure per rinnovare il cedolino (la ricevuta della verbalizzazione).
Se cambi domicilio, o vai a vivere abbastanza stabilmente in un altro posto, devi informare la
Questura del posto che lasci e quella del posto in cui vai.
Accertati sempre che ci sia qualcuno disponibile ad informarti sulle comunicazioni in arrivo presso il
tuo indirizzo.

IL PERMESSO DI SOGGIORNO
La Questura ti rilascia uno di questi permessi di soggiorno:
1. Permesso di soggiorno – motivo: CONVENZIONE DI DUBLINO
Questo permesso è valido solo un mese e deve essere rinnovato alla
scadenza, in attesa che si concluda, da parte delle autorità italiane, la verifica se l’Italia è il Paese
responsabile dell’esame della tua domanda d’asilo.
2. Permesso di soggiorno – motivo: RICHIESTA D’ASILO
Quando è certo che l’Italia è lo Stato responsabile per la tua domanda di asilo, ti viene rilasciato un
altro permesso, valido in genere 3 mesi, che deve
essere rinnovato fino a quando farai l’audizione con la Commissione Centrale.

RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO
dove
La Questura dove devi andare per il rinnovo è quella in cui hai fatto la verbalizzazione e il
fotosegnalamento.
Se hai cambiato il posto dove abiti, vedi il paragrafo “Trasferimento degli
incartamenti della domanda d’asilo”.
quando
Prima della data di scadenza indicata sul tuo permesso di soggiorno.
importante
Ricordati sempre di rinnovarlo, non lasciarlo mai scadere.
ATTENZIONE
E’ possibile che, talvolta, prima che ti venga rilasciato il permesso
di soggiorno, possano passare diversi mesi.
In tal caso, ti viene semplicemente rinnovata la ricevuta
di verbalizzazione (o cedolino).
TRASFERIMENTO DEGLI INCARTAMENTI DELLA DOMANDA DI ASILO
COSA FARE SE CAMBI CITTà
Città che lasci
Se decidi di cambiare domicilio devi comunicarlo alla Questura dove hai fatto il fotosegnalamento
e la verbalizzazione. Indica con precisione il tuo nuovo indirizzo.
Città in cui vai
Entro 48 ore dall’arrivo devi comunicare alla nuova Questura (quella della città in cui ti sei
trasferito) il tuo nuovo domicilio. Indica con precisione il tuo nuovo indirizzo.
La comunicazione è molto importante perché la nuova Questura dovrà richiedere alla vecchia
Questura i documenti relativi alla tua domanda d’asilo.
Per questo motivo devi comunicare, con precisione, alla nuova Questura a che punto è la tua
pratica e portare con te i documenti che hai (cioè, se hai
soltanto l’invito, se hai già fatto il fotosegnalamento e la verbalizzazione e quindi hai il cedolino per
il ritiro del permesso di soggiorno oppure se hai già il permesso di soggiorno).
Dopo qualche giorno dalla segnalazione del trasferimento, vai alla “nuova Questura” ed accertati
che i tuoi documenti siano arrivati.
Se cambi quartiere in una grande città
Se ti trasferisci in un altro quartiere della medesima città (se abiti in una grande città, come Roma
o Milano), in cui ha competenza un Commissariato di Polizia diverso da quello in cui hai iniziato le
pratiche per la tua domanda d’asilo, devi comunicare a questo Commissariato il tuo nuovo
domicilio. Ciò è importante perché sarà questo Commissariato a farti avere le comunicazioni
relative alla tua pratica di richiesta d’asilo.
la decisione sulla DOMANDA DI ASILO

CHI DECIDE
La Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato.
COS’E
La Commissione Centrale è l’unico organo in Italia che verifica se hai le condizioni per essere
riconosciuto come rifugiato e decide in modo totalmente autonomo da qualsiasi altra Istituzione
italiana.
DOVE
La Commissione si trova a Roma, in via Guidobaldo dal Monte n.54.
Come ci si arriva: dalla Stazione Termini, con gli autobus n. 910 e 217.
COME
Riceverai una lettera con scritto “oggetto: Convocazione”. La lettera ti dirà dove e quando devi
presentarti per l’audizione.
Importante
Puoi ricevere la lettera (notifica):
1. al domicilio da te indicato al momento della verbalizzazione;
oppure
2. in questura, dove devi andare a controllare regolarmente se
è arrivata la tua lettera di convocazione.

L’AUDIZIONE DAVANTI ALLA COMMISSIONE CENTRALE
ATTENZIONE
E’ fondamentale non mancare all’audizione
davanti alla Commissione Centrale.

PERCHÈ
Se non ti presenti, la Commissione deciderà solo sulla base del verbale mandato dalla Questura.
Quindi, non potrai raccontare la tua storia nei dettagli e descrivere bene i motivi della tua
domanda d’asilo.

COSA FARE SE NON PUOI ANDARE
Se sai che il giorno della convocazione non puoi presentarti alla Commissione Centrale a causa di
una ragione importante (perché sei in ospedale oppure sei malato o hai altri motivi gravi), manda il
prima possibile un fax e/o una
raccomandata AR alla Questura e alla Commissione Centrale con i tuoi dati personali e le ragioni
che ti hanno impedito di presentarti.
Sarebbe comunque opportuno mettersi immediatamente
in contatto con la Questura o con uno dei centri del P.N.A.

CHE COSA DEVI FARE ALL’AUDIZIONE
Devi raccontare con precisione la tua storia, facendo attenzione alle date ed ai dettagli. Ti
verranno fatte domande molto specifiche e personali.
Parla con libertà e tranquillità: tutto quello che dici in Commissione rimarrà riservato e
confidenziale.
Porta con te copia di tutti i documenti in tuo possesso (ad esempio: la tua Carta d’Identità, la
patente, il certificato di nascita, matrimonio, diplomi, ecc.) e i documenti che possono sostenere la
tua domanda d’asilo: certificati medici, rapporti sulle violazioni dei diritti umani nel tuo paese,
eventuali attestati
rilasciati dalle autorità, ecc. Ricorda di conservare sempre gli originali.
E’ importante andare preparati al colloquio con la Commissione.
Durante i mesi di attesa della convocazione, cerca di ricordare con attenzione la tua storia (anche
scrivendola). Non esagerare o non cercare di rendere la tua storia più interessante, inventando
episodi o dettagli.
Ricorda che la credibilità è un elemento importante per la valutazione del tuo caso.
Puoi parlare nella tua lingua: sarà la Commissione a nominare un interprete.
la decisione della COMMISSIONE CENTRALE

QUALI DECISIONI PUO’ PRENDERE LA COMMISSIONE CENTRALE?
1. riconoscerti lo status di rifugiato (vedi paragrafo “Status di
rifugiato”)
2. non riconoscerti lo status di rifugiato: diniego (vedi paragrafo
“Soluzioni in caso di diniego”)
3. non riconoscerti lo status di rifugiato (diniego), ma raccomandare
alla Questura di rilasciarti un permesso di soggiorno per motivi umanitari
perché ha verificato che sarebbe comunque pericoloso per te rientrare
nel tuo Paese (vedi paragrafo “Permesso di soggiorno per motivi umanitari”).

COME TI VIENE COMUNICATA LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE
Attraverso la Questura.

CHE COSA AVVIENE IN CASO DI DINIEGO?
Se la Commissione non ti riconosce lo status di rifugiato e non ti viene rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari:
1. ti sarà ritirato il permesso di soggiorno per richiesta d’asilo;
2. verrai invitato a lasciare il territorio nazionale (“intimazione a lasciare il territorio dello Stato”) e, a
volte, ti viene dato contemporaneamente il decreto di espulsione. Dovrai quindi lasciare il territorio
entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta da parte della Questura;
3. se decidi di non lasciare l’italia entro i termini previsti, sei considerato irregolare e, come tale, puoi essere espulso, anche con accompagnamento della Polizia alla frontiera.

ATTENZIONE
In tal caso non potrai rientrare in Italia, né negli altri Paesi dell’Unione
europea prima che siano passati 5 anni.

SOLUZIONI IN CASO DI DINIEGO
In caso di diniego, è possibile:
1. un ricorso contro la decisione negativa
2. il rimpatrio volontario e assistito
1. il ricorso
ricorso contro la decisione negativa
Se non sei d’accordo con la decisione, puoi presentare ricorso contro la decisione della
Commissione centrale, in genere, al Giudice Ordinario presso il Tribunale Civile.
Il diritto di fare ricorso ti viene comunicato dalla Commissione centrale nella comunicazione della
decisione sulla tua domanda d’asilo (notifica).
importante
Per sapere dove, come e in quali tempi presentare il ricorso, rivolgiti
immediatamente a uno dei centri del P.N.A. o ad un’associazione
che si occupa di rifugiati o di stranieri sul territorio.
ricorso contro l’espulsione
Contro il decreto di espulsione puoi fare ricorso, entro 5 giorni, al Giudice Ordinario del Tribunale
Civile del luogo ove è stato rilasciato il permesso di soggiorno.
importante
Per presentare il ricorso contro il diniego della Commissione hai bisogno
di un Avvocato. Se non hai possibilità di pagare l’Avvocato puoi fare domanda per ottenere un
Avvocato gratuitamente. Questa possibilità si chiama “Gratuito patrocinio” e prevede una
procedura molto complessa presso
il Tribunale Civile. Per presentare il ricorso contro il decreto di espulsione
non hai bisogno di un Avvocato. Quindi, puoi presentarlo senza alcuna
formalità presso l’Ufficio della Volontaria Giurisdizione del Tribunale Civile.
Comunque puoi farti aiutare da un Avvocato.

ATTENZIONE
Per sapere esattamente dove, come e quando presentare il ricorso,
rivolgiti immediatamente a uno dei centri del P.N.A. o ad un’associazione che si occupa di rifugiati
o di stranieri sul territorio.
Alla scadenza dei 15 giorni – se non lasci il territorio – avrai un decreto di espulsione (se non te lo
hanno consegnato subito) e potrai essere accompagnato in
frontiera dalla Polizia, per essere allontanato dall’Italia.
2. il rimpatrio volontario
Se pensi che la soluzione possa essere il ritorno
nel tuo Paese d’origine, rivolgiti ad uno dei centri del P.N.A.
Qui potrai discutere l’ipotesi del tuo ritorno, avere orientamento e supporto per il viaggio
(documenti per l’espatrio, biglietti per il viaggio, ecc.) e, se possibile, un sostegno per il tuo reinserimento. Inoltre è possibile rivolgerti all’ Organizzazione Internazionale per le Migrazione (OIM) che possono fornire un supporto diretto (organizzazione del viaggio e copertura delle relative spese fino alla destinazione finale; erogazione di un’indennità di prima assistenza alla partenza dall’Italia…) al tuo ritorno volontario e alla reintegrazione nel paese di origine, attraverso il programma “Tornare con dignità”, finanziato dal Ministero dell’Interno e attuato dall’ OIM.

Missione in Italia Via Nomentana 62

00161 Roma
Tel. 06 44231428
Fax 06 4402533
Sito www.iom.int
Email: return.programme@iom.int
FACOLTà e diritti del richiedente asilo

CONTRIBUTO di PRIMA ASSISTENZA
Se hai presentato domanda d’asilo e non hai ospitalità o possibilità economiche per vivere
autonomamente in Italia, puoi richiedere un contributo di prima assistenza.

IN CHE COSA CONSISTE
Il contributo consiste in 17.56 e al giorno a persona, per un periodo
massimo di 45 giorni.

COME SI RICHIEDE
Compila un modulo (“Modulo – Contributo 45 giorni”) che trovi in alcune
Questure, oppure fai una domanda in carta semplice (su un normale foglio di carta –
foglio protocollo- non devi mettere marche da bollo). Puoi scrivere anche nella tua lingua.
Porta il permesso di soggiorno o la ricevuta di verbalizzazione (cedolino).
Per sapere se nella città in cui ti trovi la ricevuta
di verbalizzazione è sufficiente rivolgiti al centro P.N.A. più vicino

ATTENZIONE
Hai diritto a 17.56 e al giorno anche per i tuoi figli.
Se sul tuo permesso di soggiorno c’è scritto “MOTIVO – Convenzione
di Dublino”, il contributo potrebbe esserti dato solo al primo rinnovo
del permesso.
Se sei ospite di un centro di accoglienza, il contributo potrebbe esserti
negato, perché stai già ricevendo assistenza.

DOVE
Ufficio Immigrazione della Questura.
quando
Il contributo può essere richiesto al momento:
della presentazione della domanda d’asilo
oppure
dell’appuntamento in Questura.
importante
Per sapere se il contributo ti verrà concesso, rivolgiti all’Ufficio Stranieri
della Prefettura (ufficio che decide se dare il contributo).

DOVE RITIRARE IL CONTRIBUTO
Devi andare di persona presso la sede della Banca d’Italia.
Se nella tua città non c’è una sede della Banca d’Italia, il contributo potrebbe esserti versato in
un’altra banca o all’ufficio postale. Per saperne di più
rivolgiti al centro P.N.A. più vicino.

ATTENZIONE
E’ la Prefettura che ti rilascia la dichiarazione sulla quale è scritto che puoi ritirare i soldi (questa
dichiarazione si chiama: mandato di pagamento).
E’ molto importante ritirare il contributo entro 60 giorni
dalla data indicata sul mandato.
Controlla bene che i dati (nome, cognome, domicilio, ecc.) scritti
sul mandato di pagamento, siano uguali a quelli che sono riportati
sul tuo permesso di soggiorno.

DOCUMENTI DA PORTARE
Il permesso di soggiorno oppure la ricevuta di verbalizzazione;
il codice fiscale;
il mandato di pagamento.

ATTENZIONE
Il contributo può esserti dato tutto in una volta (raramente) oppure,
in 2 o 3 rate.
ACCOGLIENZA e ASSISTENZA NEL P.N.A.

DOVE
Puoi trovare dei centri P.N.A. in tutte le città e le località indicate alla fine di questa guida.
cosa ti viene offerto
Nei centri P.N.A., viene dato:
1. vitto e alloggio;
2. iscrizione al ssn, inserimento scolastico dei minori;
3. informazioni e assistenza per seguire la procedura di riconoscimento dello status di rifugiato;
4. corsi di lingua italiana, orientamento al mercato del lavoro ed eventuali corsi di formazione.
come
Per accedere ai centri P.N.A., telefona o vai al:
centro P.N.A. più vicino al posto in cui ti trovi;
Comune o alla Prefettura.
Gli indirizzi e i numeri di telefono dei centri del P.N.A. sono riportati alla fine della Guida.
ACCOGLIENZA fuori dal P.N.A.
Altre possibilità di accoglienza in Italia, le puoi trovare rivolgendoti a:
gli Uffici Stranieri dei Comuni (l’indirizzo e il telefono dell’Ufficio Stranieri
sono sull’elenco telefonico sotto la voce Comune o Municipio);
le associazioni che sono presenti nelle città italiane.
assistenza sanitaria
Una volta fatta la domanda d’asilo ed ottenuto il permesso di soggiorno (ma anche se hai solo la
ricevuta di verbalizzazione), hai diritto a ricevere
l’assistenza sanitaria pubblica.
come
Per usufruire di tale servizio, devi iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Hai diritto all’assistenza sanitaria pubblica anche se hai presentato ricorso contro il diniego della
Commissione Centrale.
iscrizione al servizio sanitario nazionale
che cos’è
L’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale ti consente di ricevere gratuitamente:
visite mediche da parte del medico di base (o medico generico), il quale
prescrive le medicine che ti possono servire o le richieste per esami,
analisi e visite specialistiche di cui puoi avere bisogno;
ricoveri in ospedale;
accesso al Pronto Soccorso.
Se sei una donna in stato di gravidanza o in maternità:
prestazioni mediche specialistiche e analisi relative alla gravidanza;
preparazione al parto, assistenza al parto e cure mediche per eventuali
malattie conseguenti al parto.

ATTENZIONE
Come richiedente asilo non devi pagare il contributo alle spese
mediche (Ticket).
L’assistenza sanitaria è estesa anche ai familiari a tuo carico.
L’iscrizione è valida per tutta la durata del permesso di soggiorno.
Al rinnovo del permesso di soggiorno, rinnova l’iscrizione al SSN
con le stesse modalità che trovi di seguito riportate.
quando
Dopo aver presentato la domanda d’asilo, ti puoi iscrivere in qualsiasi momento.

ATTENZIONE
Se non ti è ancora stato rilasciato il permesso di soggiorno, potrebbero
non accettare la tua iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
In tal caso, mettiti in contatto con il centro del P.N.A. più vicino.
dove
Ti puoi iscrivere al Servizio Sanitario Nazionale presso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) del Comune in
cui sei domiciliato. L’indirizzo lo trovi sull’elenco telefonico.
come iscriversi
Compila un modulo di iscrizione che trovi presso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL).
Al momento della compilazione del modulo, puoi scegliere il medico di base e, se hai dei figli, il
pediatra (il dottore che cura i bambini).
La scelta del medico puoi farla leggendo una lista che ti verrà mostrata al momento dell’iscrizione.
Porta con te:
il permesso di soggiorno o la ricevuta di verbalizzazione;
il codice fiscale;
l’autocertificazione di domicilio (un foglio sul quale – tu stesso – dichiari
dove sei domiciliato).

CODICE FISCALE
Il codice fiscale è necessario per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e, dopo il riconoscimento
dello status di rifugiato, è utile per molte altre cose.
dove
Per averlo, devi andare alla Direzione Generale delle Entrate del Ministero delle Finanze, presente
in ogni capoluogo di Provincia. Nelle città più grandi, ci possono essere più sedi.
COME
Porta con te il tuo permesso di soggiorno o la ricevuta della verbalizzazione.
Ti verrà rilasciato un tesserino personale sul quale è scritto il tuo codice (composto da lettere e
cifre).
Circolazione sul territorio

FUORI DALL’ITALIA
Fino a quando sei un richiedente asilo, non puoi lasciare – per nessun motivo – l’Italia.

ATTENZIONE
Se vai in un altro Paese, rischi di essere rimandato in Italia
(perché è l’Italia lo Stato che ha responsabilità per l’esame
della tua domanda di asilo) oppure, di vivere in quello Stato come irregolare.
In questo caso, metti in serio pericolo l’esito della tua domanda d’asilo
e puoi essere espulso e rimandato nel tuo Paese d’origine.
In caso di espulsione, non puoi rientrare in un Paese europeo prima
che siano passati 5 anni.

IN ITALIA
Sei libero di muoverti su tutto il territorio italiano, con l’obbligo di comunicare alla Questura ogni
cambiamento di domicilio entro 48 ore (vedi anche il paragrafo “Trasferimento degli incartamenti
della domanda di asilo”).
studio e formazione
I bambini e i ragazzi di età inferiore ai 16 anni, che hanno fatto domanda di asilo o che sono figli di
richiedenti asilo, hanno il diritto e l’obbligo di andare a scuola.
Per saperne di più e iscriversi rivolgiti alla scuola
più vicina o a uno dei centri P.N.A.
I richiedenti asilo di età superiore ai 16 anni non hanno diritto a frequentare, a nessun livello, i
normali corsi di istruzione della scuola italiana.

ATTENZIONE
Puoi comunque accedere a corsi di lingua italiana, corsi
di alfabetizzazione per adulti e anche ad alcuni corsi di formazione
professionale, organizzati da scuole pubbliche o enti privati.
La conoscenza della lingua italiana e l’acquisizione di nuove competenze professionali sono
essenziali non solo per la tua eventuale integrazione socio-economica in Italia ma anche nel caso
di un tuo ritorno
nel paese d’origine.
Per saperne di più rivolgiti alla scuola o a uno dei centri del P.N.A.

LAVORO
Come richiedente asilo non puoi lavorare.
Se otterrai il riconoscimento dello status di rifugiato o un permesso di
soggiorno per motivi umanitari, potrai svolgere sia un lavoro dipendente che un lavoro autonomo.
FACOLTà, diritti e doveri
dopo il riconoscimento dello status di rifugiato
o l’ottenimento
di un permesso di soggiorno per motivi umanitari

STATUS DI RIFUGIATO
Se otterrai il riconoscimento dello status di rifugiato, avrai una serie di diritti e facoltà. In particolare,
potrai:
svolgere un lavoro ed avere la stessa previdenza sociale dei cittadini italiani;
fare il ricongiungimento familiare;
avere la stessa assistenza sociale dei cittadini italiani, anche per i tuoi
familiari;
frequentare le scuole pubbliche italiane;
iscriverti all’Università;
avere il Documento di Viaggio (che sostituisce il tuo passaporto) e recarti
nei Paesi riconosciuti dal Governo Italiano, ad eccezione del tuo Paese
d’origine;
dopo 5 anni di residenza in Italia, richiedere la cittadinanza italiana;
sposarti o divorziare in base alla legge italiana;
partecipare all’assegnazione degli alloggi pubblici;
fare domanda alla Prefettura per il “contributo di prima assistenza” (detto
“contributo 90 giorni”) o altri tipi di sostegno.
Sei inoltre obbligato al rispetto di tutte le leggi Italiane.
In questo caso, ti viene dato un permesso di soggiorno per asilo e un Certificato di riconoscimento
dello status di rifugiato.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI UMANITARI
Se ottieni il permesso di soggiorno per motivi umanitari (su raccomanda-
zione della Commissione Centrale) puoi, in particolare, lavorare e studiare.
Sei inoltre obbligato al rispetto di tutte le leggi Italiane.
importante – consiglio generale
Per saperne di più in merito ai diritti e alle facoltà che hai,
rivolgiti al centro P.N.A. più vicino
Ricordati sempre di rinnovare qualunque permesso
di soggiorno prima della sua scadenza.