Progetto Libohova

Quando, a marzo del 1999, furono sganciate le prime bombe sul Kosovo, ci rendemmo subito conto che pensare di accogliere i profughi in Italia, come era stato fatto durante la guerra in Bosnia, sarebbe stato difficile. Fortunatamente anche il Governo italiano decise di aiutare i kosovari in Albania. Già il 15 marzo ci giunse dal sindaco di Libohova, piccolo centro collinare a 15 chilometri da Girokastra, la richiesta di aiuto, per sostenere al presenza di 170 kosovari.


Ci attivammo per raccogliere fondi, alimenti e attrezzature per allestire un decoroso campo di accolgienza, non in tendopoli ma al coperto, nell’ex collegio di Libohova. La prima missione partì il 15 aprile e nel Tir c’erano alimenti, lenzuola, scaldabagni, lavandini, bidoni di colore per le pareti, detersivi, medicine, un ambulatorio medico completo.


   

Lenzuola, coperte, piatti, forchette, quaderni, album e pennarelli. Abbiamo gestito quel campo per i tre mesi in cui i kosovari sono stati in Albania insieme a Legambiente, Lav, Onyx, Arteria, gli scouts, il comune di Matera e di Montescaglioso. Questo progetto è anche stato sostenuto con il libro di Pio Acito, tradotto in albanese e serbo croato “l’albero magico di Libohova”.