Quattro vasi e un sacco di colori

Quattro vasi e un sacco di colori

“Sviluppare”  è per me la parola più importante di questo progetto.

Certo, se si fa un progetto sempre importa “il risultato” che sarebbe in questo senso il vaso finale. Ma con questo progetto per me la cosa più importante era il progresso.

Il progresso da: leggere una storia, valutare e riflettere il messaggio della storia e poi trasmettere questo messaggio visualizzato sul vaso.

Per me la cosa più bella era capire che cosa pensano i giovani. Perché spesso il messaggio che io vedevo delle storie era molto diverso dei messaggi che vedevano i giovani. Così una persona poteva capire di che cosa si occupa un giovane. Per me capire cosa vedevano e cosa pensavano i giovani è stato un gran regalo, perché mi ha fatto crescere.

Una cosa che ho imparato rispetto a questo progetto:

Spesso i ragazzi erano stanchi e depressi mentre lavoravano al progresso, pensando che alla fine sarebbe venuto un brutto risultato. Ma invece c’è stata sempre una sorpresa bellissima: realizzando questi bei vasi sono cresciuti. Perché secondo me spesso sono questi pezzi sbagliati dei vasi (per esempio un albero volante) che fanno essere il vaso carino. Queste cose che forse non sono così belle come una persona vuole, fanno vedere la cosa giusta: siamo uomini che anche sbagliano e per questo le cose meno giuste sono, secondo me, le più carine e belle. In più, penso che questa cosa é anche una parte dello sviluppo, perché alla fine spesso una parte dei messaggi era che può essere che noi siamo tutti diversi, nel di colore, vestiti e pensieri ma alla fine siamo tutti uguali, tutti uguali nei nostri cuori, tutti uomini.

“Perché abbiamo fatto questa cosa?”, chiede un giovane dopo una settimana di lavoro. Prima ero un po’ arrabbiato, perché mi stavo chiedendo come é possibile che una persona lavora insieme con noi per una settimana e poi alla fine chiede qual è il senso?!

Però (!) tranne il fatto che noi abbiamo spiegato bene il senso del perché facciamo questi vasi e forse questa persona non stava ascoltando in questo momento, ho trovato una cosa bella in questa domanda forse un po’ strana:

alle fine questa domanda simbolizza che il progetto ha fatto pensare ai giovani. Chiedendo “perché” significa che una persona si occupa di una cosa e sta pensando, sollecitato da questa cosa. Per questo mi è piaciuta la domanda, perché preferisco una persona che si sta interrogando, piuttosto di una persona che fa qualcosa senza essere interessato di quella cosa.

Tranne la bellezza dei vasi mi sono piaciute le facce soddisfatte dei bambini, perché avevano orgoglio di avere creato una cosa unica, caratterizzata dai propri disegni, unici.

Per questo, alla fine, non era solo “dipingere un vaso“, era invece imparare a sviluppare un lavoro insieme, di un gruppo. Noi sicuramente abbiamo fatto “crescere una storia“. Anche da parte mia mille grazie a Tolbá, scuola in via fermi e dichio!

Julian Tuwalole  Panconcelli