Relazione didattica

Nell’anno scolastico 1998-’99, nella scuola del quartiere Zinxhira hanno avuto inizio le lezioni della scuola multietnica realizzata dall’associazione TOLBA’ e donata allo Stato albanese. Nella scuola materna si sono iscritti bambini di età variabile tra i 3 e i 6 anni; alla prima classe elementare da 6 a 14 anni. Gli iscritti sono di ambo i sessi con una maggioranza di maschi. Sono bambini arumeni, greci, rom e albanesi.
Questa scuola multietnica é un’esperienza nuova sia per gli insegnanti di Pedagogia dell’Università che per i maestri che sono stati designati all’insegnamento in queste classi; questi, in ogni caso, sono stati scelti fra coloro che hanno maturato molta esperienza in classi per adulti.

Gli insegnanti non hanno avuto la possibilità di seguire nessun corso preparatorio teorico pratico di tipo psicopedagogico prima dell’inizio dell’anno scolastico né per l’insegnamento multiculturale né per l’insegnamento specifico ai bambini rom e si sono, perciò trovati di fronte una serie di problemi e nella necessità di “inventare” una didattica nuova basata sull’esperienza e sull’osservazione quotidiana del gruppo. Bisogna svolgere il programma statale albanese su libri pensati per bambini albanesi, mentre molti bambini, soprattutto rom, non conoscono la lingua albanese né gli insegnanti la lingua rom; i piccoli non sono abituati a stare per molto tempo seduti e a concentrarsi: hanno una tradizione culturale diversa da quella albanese, provengono da famiglie assolutamente analfabete, sono abituati a lavorare per guadagnare e si assentano spesso da scuola. Inoltre la situazione economica dei rom è sempre molto difficile. I bambini delle altre etnie, invece, hanno seguito più facilmente la scuola e con buoni risultati. Fra tutti si é comunque stabilito un buon rapporto di socializzazione: tutti hanno imparato la lingua albanese. Considerando la situazione ambientale e sociale del gruppo, i risultati finali sono stati soddisfacenti e si sono raggiunti i seguenti obiettivi:

  • Partecipazione e volontà di studiare
  • Capacità di leggere
  • Capacità nelle attività sportive e culturali
  • Capacità matematica
  • Rispetto dell’individualità dei bambini
  • Rispetto dei diritti dei bambini

Tutto ciò si è ottenuto utilizzando il gioco, il divertimento, la musica, i disegni.
Sicuramente la maggiore difficoltà è rappresentata dalla non conoscenza della lingua albanese e così si è costruito un alfabeto di simboli, di colori, di oggetti a portata di mano.
Come in ogni scuola è stato fondamentale il rapporto con i genitori: la maggior parte di loro, essendo motivata, ha dato una mano per raggiungere gli obiettivi che gli insegnanti si erano prefissati, pur essendo analfabeti.
Per quanto riguarda la didattica dell’apprendimento della lingua albanese e di tutto il vocabolario non in possesso dei bambini rom, a causa, come si è detto dell’alta percentuale di analfabeti, si è ricorso al sistema di chiamare, per ogni materia diversa, le parole nuove con colori, nomi di persone, animali, oggetti conosciuti stabiliti in precedenza fra di loro o con l’insegnante; attraverso questi codici auto costruiti i bambini non solo hanno appreso bene le parole ma si sono anche divertiti.

Alla fine dell’anno sono riusciti a dividere la frase in parole, le parole in sillabe e le sillabe in lettere, riuscendo infine a leggere imparando una nuova lingua ossia l’albanese. Gli insegnanti si sono anche posto il problema del rispetto della lingua d’origine dei bambini che veniva usata nelle ore di lezione spesso quasi come gioco e quando era necessario per fissare meglio il significato delle parole; così gli insegnanti si trasformavano, giocando, in alunni.
Con questi bambini si è dovuto ricorrere spesso all’attività all’aperto poiché sono abituati a vivere fuori di casa e non riescono a concentrarsi per più di 45 minuti e bisogna continuamente cambiare argomento per tenere viva la loro attenzione. Si sono continuamente inseriti negli esercizi di apprendimento curriculare esercizi di ginnastica, musica, disegno e si sono chiamati i bambini stessi a valutare i loro compagni, invitandoli a costituirsi in gruppi spontanei di giudizio. In questo modo gli alunni si sono resi conto che si può imparare e giocare nello stesso tempo e che andare a scuola è piacevole e divertente.

Si è detto che la maggior parte dei bambini viene da famiglie in cui non c’è, a causa della situazione degradata ambientale (mancanza di acqua, di fogna, di strade ecc.) molta cultura dell’igiene. Con discrezione e senza offenderli sono state dedicate delle ore di lezione per fare capire l’importanza della pulizia: per fare questo sono stati invitati gli insegnanti di biologia e di chimica della scuola media “Naim Fraseri” che hanno illustrato i danni cui si va incontro se non è rispettata l’igiene. Poi sono stati i bambini stessi a stabilire delle regole di pulizia che bisognava rispettate ed erano loro stessi a esercitare il controllo ogni giorno; per i più rispettosi dell’igiene e delle regole sono stati dati incentivi, donando scatole di colori, penne, quaderni.

Si è data molta importanza alle attività manuali, al disegno, alla manipolazione con il das e la plastilina al pari che alle attività propriamente scolastiche: queste attività hanno consentito di recuperare tempi di disattenzione e di rendere la scuola piacevole, come si è già detto.
Tutto ciò che è detto in questa relazione può essere documentata dai quaderni dei bambini.
Il lavoro svolto durante questo primo anno di scuola multiculturale è stato sicuramente molto soddisfacente e può essere considerato come la base concreta su cui lavorare il prossimo anno, non solo nella seconda elementare ma anche nell’altra prima classe. Infatti vale la pena di ricordare che lo stesso lavoro sull’apprendimento della lingua è stato fatto nella classe di scuola materna per cui i bambini che frequenteranno la prima elementare l’anno prossimo saranno sicuramente facilitati e i risultati saranno ancora migliori. Si sono iscritti alla prima classe 47 alunni di cui 12 femmine; sono arrivati alla fine dell’anno 37 alunni di cui 6 femmine; sono stati promossi 30 alunni di cui 2 femmine.

(relazione di Mimoza Carka coordinatrice didattica del Distretto scolastico di Girokastra per la scuola multietnica Zinxhira)

Girokastra 30 giugno 1999

I registri della scuola